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INNESTO

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INNESTO

La tecnica di moltiplicazione denominata innesto viene impiegata quando si vuole realizzare una nuova pianta formata da due specie diverse. La parte inferiore dell’innesto si chiama portainnesto (il tratto di tronco ospitante), mentre la parte superiore si chiama nesto.
Il nesto sarà la nuova pianta, quella che crescendo e sviluppandosi porterà nuovi fiori e/o frutti.
A seconda della tecnica impiegata, l’innesto può essere eseguito utilizzando una semplice gemma oppure un rametto dotato di una o più gemme in questo modo è possibile realizzare i seguenti tipi di innesto:

  1. Innesti per approssimazione
  2. Innesti a gemma
  3. Innesti a marza

INNESTI PER APPROSSIMAZIONE

Gli innesti per approssimazione sono poco usati nel settore della frutticoltura, anche se favoriscono l'attecchimento di alcune cultivar, difficili da innestare con altri metodi. Oggi si usa nei frutteti per unire due branche appartenenti a diverse piante per dare maggior stabilità alle stesse. Possono essere di due tipi:

  • Approssimazione semplice: si asporta una porzione di corteccia di 2-5 cm da un ramo del portainnesto e dal ramo della marza, i bionti si uniscono e poi si legano, nel punto in cui si è asportata la corteccia. Ad attecchimento avvenuto, si asporta la chioma del soggetto sopra l'innesto e la base della marza sotto l'innesto.
  • Approssimazione ad intarsio: Analogamente al precedente, si asporta la corteccia, più una parte di legno. E' impiegato quando le cortecce del portinnesto e della marza sono di differente spessore.

 

                                                    Fig.1 - innesto per approssimazione

INNESTI A GEMMA

 Gli innesti a gemma sono molto praticati in frutticoltura perché danno un'alta probabilità di attecchimento. Il nesto è costituito da una gemma contornata da una piccola porzione di corteccia ed eventualmente uno scudetto di legno retrostante. Vengono utilizzate gemme provenienti da rami di un anno e se viene praticato a primavera, prende il nome di “innesto a gemma vegetante”, praticato in agosto si chiamerà “innesto a gemma dormiente”. Gli innesti a gemma possono essere:

  • occhio o scudetto: è molto praticato in vivaio. Il nesto è costituito da una gemma prelevata da rami vigorosi e ben lignificati. Il portainnesto, soprattutto se costituito da piante da talea o da seme, deve avere un diametro minimo. La corteccia viene incisa con due tagli, uno verticale, uno orizzontale per formare una T. Si sollevano i due lembi formati e si inserisce lo scudetto, infine si lega con rafia o altro e si copre con mastice.
  • a doppio scudo come la precedente, solo che si interpone tra il nesto e il portainnesto, un terzo bionte a forma di scudetto. Questo innesto è fondamentale in frutticoltura, infatti serve per eliminare i problemi di disaffinità tra i due bionti principali inserendo questo scudetto affine ad entrambi costituendo così un "ponte" tra il nesto e il porta innesto. Un caso di utilizzo di questo innesto è tra il pero cv kaiser e il Cotogno, che sono disaffini, ma inserendo una cv affine ad entrambi, si elimina questo problema.
  • a pezza o tassello: Innesto usato soprattutto sull'ulivo, noce e kaki, si esegue quando la pianta è in succhio, sia a gemma dormiente sia a gemma vegetante. Differisce dallo scudetto perché la gemma è attorniata da una porzione di corteccia quadrangolare delle medesime misure della corteccia asportata in cui si dovrà inserire la gemma.
  • A zufolo: variante del precedente con il nesto formato dall'intero anello di corteccia portante la gemma, praticando il taglio longitudinale dalla parte opposta della gemma.

Ci sono inoltre l'innesto alla maiorchina e il chip budding o scheggia.

                                          Fig.2- innesto a occhio o a scudetto

                                          Fig.3- innesto a tassello

                                          Fig.4- innesto a zufolo

Chip budding - diffuso in vivaio sulle pomacee, non richiede la pianta in succhio. Si  tratta di un innesto a incastro. Si pratica facendo,sul portinnesto, un taglio con inclinazione di 30° per circa un 1/4 del diametro dello stesso (A), un secondo taglio è fatto  a 2,5 - 3,5 cm sopra il primo, andando verso il basso e verso l'interno fino a connettersi con il primo taglio (B).Analogamente sul ramoscello dal quale verrà prelevata la gemma si procede in modo analogo operando con l'esecuzione di un taglio ad una distanza di 1- 2 cm sotto la gemma, un secondo taglio è fatto 1- 2,5 cm sopra la gemma andando verso il basso alle spalle della gemma fino a connettersi al primo taglio in modo da rimuovere la gemma con un piccola porzione di legno (C). Infine la gemma con la  sottostante parte legnosa è inserita nell'incavo ricavato sul portinnesto (D). Si procede alla legatura con nastro di plastica (E). Dopo 3- 4 settimane a saldatura avvenuta si procede alla slegatura.

                                          Fig.5- chip budding

                                          Fig.6- innesto a Salgues

INNESTI A MARZA

 Sono innesti comuni in frutticoltura. Sono caratterizzati dall'impiego di una o più marze costituite da porzioni di rami di un anno portanti 2-3 gemme. Possono essere di vario tipo:

  • a spacco comune: l'innesto è praticato a fine inverno, con il cambio non ancora in attività. Si capitozza il soggetto e vi si apre una fenditura diametrale di pochi centimetri. La marza, lunga una decina di centimetri presenterà la parte inferiore tagliata a cuneo, che andrà inserito nello spacco del portainnesto. Se il diametro del portainnesto è molto superiore a quello della marza, possono essere inserite anche 2 o 3 marze nello stesso spacco, con l'accorgimento però, che le due esterne, dovranno avere un cuneo irregolare, con la parte esposta verso il centro, più corta di quella esterna. Ci sono molteplici tipi di innesto a spacco a seconda delle tradizioni locali: innesto a doppio spacco inglese usato in vivaistica, impiegato principalmente per gli innesti-talea delle viti sottoposte a forzatura, ma impiegato anche su altri fruttiferi con buoni risultati. In genere si pratica su rami di un anno. Sull'internodo del portinnesto si pratica un taglio netto a 45°. Su questo taglio, a partire dai 2/3 superiore si pratica un secondo taglio a scendere quasi parallelo al precedente fermandosi appena oltre la meta del ramo (Si sarà formata un sorta di linguetta). La marza formata da un rametto circa della stessa dimensione portante una o due gemme viene tagliato alla stessa maniera in modo da fare entrare la linguetta della marza sotto alla linguetta del portinnesto. L'incastro che si forma è molto stabile. Se saranno rispettate tutte le condizioni fisiologiche l'attecchimento è molto alto. Altre tipologie di innesto sono: innesto a spacco pieno e spacco vuoto, innesto a penna,  innesto a sella, innesto a cavallo.
  • a corona o sottocorteccia: preferibile di quelli a spacco per le Drupacee, sugli agrumi e per il reinnesto delle piante adulte. È eseguito in primavera con la pianta in vegetazione e in succhio in modo che la corteccia si stacchi facilmente dal cambio. La marza deve avere le gemme ferme, per fare ciò la marza va prelevata in autunno e conservata in frigorifero fino

  • a triangolo o a incastro: praticato molto a febbraio in vivaio e su piante adulte per reinnestarle. La marza di una decina di centimetri portante 2-3 gemme ha l'estremità inferiore tagliata a formare una punta con due facce a spigolo. Sul portainnesto capitozzato si pratica un piccolo incastro di sezione triangolare delle stesse identiche dimensioni della marza. È possibile fissare la marza con un chiodo quindi si lega e si copre con il mastice.

                                          Fig.7- innesto a spacco

  

                                         Fig.8- innesto a corona

 

                                                   

                                                   Fig.9- innesto a triangolo

                                                        Fig.10- innesto a becco di luccio

                                          Fig.11- innesto a sella

                                                    Fig.12- innesto a doppio spacco inglese

                                                    Fig.13- innesto a spacco pieno

                                          Fig.14- innesto laterale

Innesto a penna  - L’innesto a penna viene praticato nei mesi di aprile e maggio fino a metà giugno. E tipico dell’olivo. La marza, grande come una penna, e portante due gemme si inserisce nelle corteccia del porta innesto opportunamente tagliata, si stringe con il filo di rafia, infine si sigilla  prima con nastro gommato e poi con il mastice, si avvolge il tutto con un cappello di plastica per creare il caldo umido e si scopre dopo un mese.

 

                                         Fig.15- innesto a penna

 

Altri innesti. Ci sono inoltre moltissimi altri innesti, usati per molteplici funzioni, per esempio:

  • A ponte: utilizzato per risanare tronchi o rami, di esemplari rari o di grande pregio, che hanno perduto in una zona la quasi totalità della corteccia per traumi o fitopatie, si effettua con un rametto o un pollone che funge da ponte tra le parti sane.

 

                                          Fig.16- innesto a ponte

 

REINNESTO

Il reinnesto o sovrainnesto, si pratica su piante adulte per sostituire cultivar non più richieste dal mercato perchè poco gradite dai consumatori. Il coltivatore quindi  ricorre al sovrainnesto del frutteto con cultivar di pregio. Si possono praticare diversi innesti ma i più utilizzati sono quelli a triangolo e a corona. Il reinnesto può avvenire in diversi modi con riduzione più o meno spinta della chioma della pianta stessa.

                                         Fig. 17 -  Diverse tipologie di reinnesto

 

                                          Fig. 18 -  Reinnesto di una varietà non più valida

TABELLA CALENDARIO INNESTI PER SPECIE

TABELLA CALENDARIO INNESTI COMPLETO

 

 

              

 

 

 

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